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ARCHIVIO
FESTIVAL CANTELLI Stagione 2006-2007
Giovedì 21 dicembre 2006 ore 21,00
“ORCHESTRA SINFONICA
NAZIONALE UKRAINA DI KIEV”
Direttore Volodimyr Syrenko
Pianista solista Vittorio Bresciani
Programma
F. LISZT
Poema sinfonico n. 3 “Les Préludes”
Fantasia su temi ungheresi per pianoforte e
orchestra
M. MOUSSORGSKJI/M. RAVEL
Quadri di un’esposizione:
Gnomus - Passeggiata - Il vecchio castello -
Passeggiata - Les Tuileries - Bydlo -
Passeggiata - Balletto dei pulcini nei loro
gusci - Samuel Goldenberg und Schmuyle –
Passeggiata - Il mercato di Limoges -
Catacombae: sepulcrum romanum - Cum mortuis in
lingua morta - Baba Yaga - La grande porta di
Kiev
Concerto realizzato in collaborazione con Banca
Popolare di Novara
NOTE MUSICOLOGICHE
«Con i celebri poemi, giudicati assai
diversamente, con le sinfonie Dante e Faust,
siamo in presenza di un Liszt tutto nuovo,
quello di Weimar, il grande, il vero, colui che
il fumo dell’incenso bruciato sugli altari del
pianoforte aveva velato per lungo tempo… egli
diserta il culto della musica pura per quello
della cosiddetta “musica a programma”, che tende
alla pittura dei sentimenti e di caratteri ben
delineati… egli infrange il modello della
vecchia Sinfonia e della venerabile Ouverture e
proclama il regno della musica libera dalla
disciplina, non avendone altra se non quella che
piace all’autore di creare per quella
circostanza… Alla sobrietà orchestrale della
sinfonia classica oppone tutto il lusso
dell’orchestra moderna… introduce questo lusso
nel pianoforte, trasferisce nell’orchestra il
suo virtuosismo, creando un’orchestrazione nuova
di inusitata ricchezza». Così Camille
Saint-Saëns. Nella concezione lisztiana la
musica è un linguaggio che ha bisogno di essere
preciso e la presenza del cosiddetto “programma”
aiuta la comprensione: «Il programma non ha
altro fine che di essere un preliminare ai
moventi psicologici che hanno spinto il
compositore a creare la sua opera e di quello
che egli ha cercato di incarnarvi», scriveva
Liszt. È un mezzo per indicare l’orientamento
delle idee, è uno “schizzo” generale che esprime
l’idea fondamentale della composizione, ma non è
tutto per la musica, che vive delle sue regole.
Il dover tradurre in musica una “idea poetica”
reca con sé il cercare una forma che sia più
consona, dato che «nella musica a programma, di
contro, il ripetere, l’alternanza, la variazione
e la modulazione dei motivi sono condizionati
dalla relazione di questi con un’idea poetica»
(Liszt). Ne consegue che la forma espressiva
implichi una certa misura di libertà di agire e
che la naturale tendenza sia quella di
discostarsi dal modello della sinfonia in
quattro movimenti per trovare più ispirazione
nell’Ouverture: si tratta di «conciliare la
flessibilità ed il tessuto poetico di
quest’ultima con la nobiltà del tono ed il
rigore dell’elaborazione tematica della prima».
Les Préludes è il terzo poema sinfonico scritto
da Franz Liszt. Originariamente era un’ouverture
scritta nel 1848 per un lavoro corale chiamato I
Quattro Elementi su poema del francese Joseph
Autran (da Liszt incontrato a Marsilia nel
1844); in seguito (dopo una rielaborazione
dell’aiutante Raff) essa prese il nome di
Symphonic Meditations, finchè tra il 1852 ed il
1854 Liszt revisionò la partitura di Raff e ne
fece una, praticamente nuova, che prese il
titolo di Les Préludes. La fonte d’ispirazione
letteraria, ovvero il poema da trasporre in
poema musicale fu tratto, da ultimo, da
Lamartine (poeta, scrittore, politico e
rivoluzionario nel 1848) e la prefazione apposta
dal compositore esordisce con la frase: «Che
cos’è la nostra vita se non una serie di preludi
ad una canzone sconosciuta la cui prima e
solenne nota è la morte?». Il motivo iniziale
della composizione, affidato agli archi, è la
cellula che ricomparirà variamente trasformata
lungo tutta l’opera. Segue la presentazione del
“tema d’amore”, una parte di transizione (che
corrisponde nel poema di Lamartine al desiderio
di staccarsi da amore ed alla voce che tuona e
l’onda che increspa); dopo, esso si trasforma in
“tema del destino”, con un’altra transizione
(che corrisponde nel poema alla ricerca di una
ispirazione più calma). Si giunge così al “tema
pastorale” in forma di scherzo che è un nuovo
tema ed alla trasformazione del “tema d’amore”
nel “tema di guerra” (la descrizione di un
combattimento nel poema). Chiude la composizione
una Coda nella quale riecheggia il “tema
d’amore” iniziale.
Nel 1852 Liszt compose la Fantasia Ungherese in
fa min. per pianoforte e orchestra, versione
“allargata” di una delle Rapsodie Ungheresi per
pianoforte solo (la XIV). Il tema principale,
Allegro eroico, pare sia ispirato alla canzone
popolare ungherese Il campo di Mohac, cui segue
una sezione in la minore, Allegretto à la
Zingarese, caratterizzata da un forsennato ritmo
puntato; si vagabonda per altre aree melodiche
sino a che il tema iniziale chiude il tutto come
un fuoco d’artificio.
Figlio di un ricco proprietario terriero Modest
Moussorgskij, all’abolizione della servitù della
gleba vide le proprie rendite diminuire tanto da
dover impiegarsi in un ufficio governativo.
Nella sua vita non mancarono momenti di malattia
fisica e mentale, l’alcolismo, ma viva rimase
sempre la sua curiosità, la sua esplorazione ed
assimilazione del patrimonio musicale della sua
terra: ritmi, armonie, lo stesso cercare di
riprodurre realisticamente le inflessioni della
lingua parlata. E riproduzione realistica di
sensazioni provate è anche la serie di brani in
forma di suite denominata Quadri di
un’esposizione. Nota è la causa della stesura.
Fonte di ispirazione fu la mostra di quadri
realizzata nel 1874 a Mosca da Vladimir Stasov
in memoria del pittore Viktor Hartmann, caro
amico di Moussorgskij. La visione delle tele
fece nascere nella mente del compositore l’idea
di trasporre sul pentagramma le sensazioni da
esse suscitate: ne nacque un brano per
pianoforte costituito da una serie di pezzi
incentrati su soggetti particolari,
inframmezzati dal ritorno di un tema chiamato
Promenade a simboleggiare il visitatore della
mostra. L’opera venne data alle stampe postuma,
nel 1886, con una revisione di Rimskij-Korsakov,
ma l’accattivante struttura e tematicità dei
brani ben presto indusse compositori a farne una
versione orchestrale. Nel 1922 anche Maurice
Ravel si cimentò nell’impresa e non fu l’ultimo
in ordine di tempo. Quello che ne risultò è un
rutilante impiego della timbrica dell’orchestra,
di grande forza espressiva. Si consideri ad
esempio la Promenade che apre il brano: la prima
volta che la si ode è solenne; poi ascoltiamo la
descrizione di un quadro, Gnomus, ed eccola
ricomparire con una veste più dolce, supportata
dalla timbrica dei legni; poi ancora un altro
quadro, Il vecchio castello, ed ancora per la
terza volta riecheggia, ma questa volta è cupa.
Infine un’altra volta emerge, dopo il Litigio di
bambini che giocano (Tuileries) e Bydlo, con
ancora un’alta veste: flauti, oboi e clarinetti
in evidenza e poi i contrabbassi. Giochi di
strumenti che danno la sensazione della varietà
degli stati d’animo di colui che sta
materialmente passeggiando. Questo al pari della
resa dei soggetti dei vari quadri: dallo gnomo
sgraziato e grottesco, caratterizzato da
contrasti ritmici, dall’uso di cromatismi per
dare tale sensazione, e da percussioni come lo
xilofono, al seguente castello; dalla petulante
e cinguettante Tuileries dove giocano i bambini
al successivo Bydlo, dove si descrive l’avanzare
di un carro di buoi; dal balletto dei pulcini
nei loro gusci, pigolante con le sue
acciaccature nella melodia ed i colpi di
triangolo e piatti, al Samuel Goldenberg und
Schmuyle, caratterizzazione di due ebrei
polacchi, uno ricco (dall’andamento cupo nella
strumentazione), l’altro povero (leggero e
chiaro nella timbrica). E si può continuare con
Il mercato di Limoges, frenetico, che si apre
con il suono dei corni e che prosegue con tocchi
di piccole percussioni a dare il senso del
trambusto, del parlottio; e continuare con
Catacombae e Cum mortuis in lingua morta per
giungere alla Baba Yaga (La capanna sulle zampe
di gallina), ossessivo e martellante (feroce ad
un certo punto Mussorgskij prescrive come tempo)
a tratteggiare la feroce strega che si illumina
nell’ultimo brano, La grande porta di Kiev,
maestosa con il riecheggiare degli ottoni e del
tema della Promenade.
ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE UKRAINA DI KIEV
Una delle migliori orchestre sinfoniche
dell'Europa orientale, costituita nel 1918 dal
Consiglio dei Ministri dell'Ucraina. Il primo
direttore stabile era Oleksander Horilyj. Nathan
Rachlin è stato il direttore artistico
dell'Orchestra dal 1937 per 25 anni. In seguito
Konstantin Simeonov, Stefan Turchak, Volodymyr
Kozhuchar, Fedir Hlushchenko, Igor Blazhkov e
Theodore Kuchar si sono avvicendati alla sua
guida, e dall'aprile 1999 Volodymyr Syrenko ne è
il direttore stabile; Nicola Giuliani è
attualmente il direttore ospite principale. Tra
i direttori che hanno lavorato con la NSOU dalla
fondazione ad oggi spiccano i nomi di Leopold
Stokowsky, Igor Markevitch, Kurt Sanderling,
Evgeny Mranivsky, Kirill Kondrashyn, Evgeny
Svetlanov, Gennady Rozhdestvensky. Tra i
solisti, Artur Rubinstein, Yehudy Menuhin, Isaak
Stern, David Oistrach, Sviatoslav Richter,
Mstislav Rostropovich, Emil Gilels, Leonid
Kogan, Gidon Kremer, Oleh Krysa, Monserrat
Caballe, José Carreras. Alla NSOU vari grandi
compositori hanno affidato la prima esecuzione
delle propie opere, tra cui Sergei Prokofiev,
Dmitri Shostakovich, Aram Khachaturian, Boris
Lyatoshynsky, Levko Revutsky. Ha ottenuto un
vasto riconoscimento internazionale in un
periodo relativamente breve. Negli ultimi anni,
ha registrato più di 40 cd con vario repertorio
ucraino e internazionale - il più vasto mai
registrato da un'orchestra dell'URSS. Nel 1994,
la Australian Broadcasting Company (ABC) ha
trasmesso le registrazioni della NSOU delle
Sinfonie n. 2 e 3 di Boris Lyatoshynsky,
presentandole come le “Migliori registrazioni
dell'anno”. La NSOU ha effettuato varie tournées
in Australia, Austria, Repubblica Ceca, Francia,
Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Polonia,
Russia, Slovacchia, Spagna e Svizzera.
L'organico è di 110 orchestrali, e il repertorio
include opere da Bach, Mozart, Beethoven,
Brahms, Schubert, Bruckner, Čaikovskij,
Kalinnikov, a Rachmaninov, Skriabin, Prokofiev,
Shostakovich, Lyatoshynsky, oltre a varia musica
contemporanea. L’attuale programmazione della
NSOU prevede la sua normale attività di
concerti, con cadenza settimanale, presso la
Grande Sala della Filarmonica di Kiev e varie
tournées pianificate per i prossimi quattro anni
in Australia, Gran Bretagna, Hong Kong, Polonia,
Russia, Slovacchia e Spagna.
«Questa orchestra possiede un gruppo di
musicisti come se ne vorrebbero sempre trovare.
L'ensemble dell'orchestra è del massimo livello.
Inoltre, i vari solisti e i gruppi strumentali
all'interno dell'Orchestra suonano in modo
eccellente e si complementano tra loro
meravigliosamente - come accade nelle più grandi
orchestre del mondo.»
Dimitri Shostakovich
«… Un'orchestra dai numerosi pregi. I suoi archi
riescono a cavare una vibrante cantabilità; i
fiati possiedono una ricca e penetrante maturità
espressiva; gli ottoni metterebbero in pericolo
le mura di Jerico; le percussioni potrebbero
risvegliare i morti…»
«The Sydney Morning Herald»
VOLODIMIR SYRENKO
Nato nel 1960 in Ukraina, ha studiato al
Conservatorio di Stato di Kiev dove si è
diplomato nel 1989. La sua prima apparizione sul
podio dell'Orchestra Filarmonica di Kiev è
avvenuta nel 1983, mentre la sua collaborazione
con l’Orchestra Sinfonica Nazionale dell'Ukraina
è iniziata nel 1989 per proseguire fino al 1991,
anno in cui è stato nominato direttore artistico
e direttore principale dell'Orchestra della
Radio di Kiev. Nel frattempo, nel 1990 è
risultato finalista al Concorso Internazionale
per Direttori d'Orchestra di Praga. Nel 1997 ha
ricevuto il titolo “Membro d'onore delle Arti” e
dal 1999 è direttore stabile dell'Orchestra
Sinfonica Nazionale dell'Ukraina. Si è esibito
in numerose tournées in Francia, Germania,
Italia, Spagna, USA, Corea del Sud, Polonia,
Slovacchia e Russia. Le sue registrazioni
includono più di 200 opere e sono raccolte nella
biblioteca della Radio di Kiev.
Tra le varie incisioni discografiche premiate si
ricordano il Requiem di Verdi, l'Alexander
Nevskji di Prokofiev, la Sinfonia n. 9 di
Beethoven e il Requiem di Mozart.
VITTORIO BRESCIANI
«... Uno dei migliori specialisti lisztiani del
nostro Paese» («Amadeus»), allievo di Vincenzo
Vitale, Michele Campanella, Nikita Magaloff e
Andrej Jasinsky, si è affermato sulla scena
internazionale nel 1986 con il 2° premio al
«Concorso Internazionale Franz Liszt» di Parma,
nell'anno delle celebrazioni lisztiane. Da
allora Bresciani ha suonato per le principali
istituzioni in Italia («Società dei Concerti» di
Milano, «IUC» di Roma, Teatro Regio di Torino,
Teatro La Fenice di Venezia, «Festival dei Due
Mondi» di Spoleto, «Festival Pianistico
Internazionale» di Brescia e Bergamo,
«Fondazione Arena di Verona», «GOG» di Genova,
ecc.), in Europa («Concertgebouw» di Amsterdam,
«International Summer Festival» di Ljubljana,
Interforum di Budapest, Musikhalle di Amburgo,
BBC di Londra, RTSI di Lugano, RTL di
Lussemburgo), negli Stati Uniti e Canada (Radio
WGBH di Boston, New York, Philadelphia, Hamilton
Place Great Hall, Ontario), in Cina
(«International Festival of Music» di Shenyang,
Beijing Concert Hall) e in vari teatri nazionali
dell'America Latina. Ha inoltre partecipato a
numerosi festival internazionali della «American
Liszt Society» ed è stato Borsista della Wagner
Stiftung di Bayreuth al «Bayreuther Festspiele»
1996. Ancora a Bayreuth, si è esibito con grande
successo nella storica Haus Wahnfried per la
Richard Wagner Verband. Con il pianista
Francesco Nicolosi ha costituito nel 1998 il
Franz Liszt Piano Duo, allo scopo di divulgare
l'opera sinfonica di Liszt nelle versioni
autografe per due pianoforti, in particolare le
monumentali sinfonie Faust e Dante. Tra il 1999
e il 2006 i due interpreti si sono esibiti per
varie tra le maggiori istituzioni italiane, tra
cui il Teatro alla Scala di Milano, il «Ravenna
Festival», il Teatro Bellini di Catania, il
«Festival Musicale» di Ravello, la «IUC» di
Roma, il Teatro Lirico di Cagliari, ecc.,
collaborando con i cori del Teatro Alla Scala di
Milano, del Teatro Regio di Torino, del San
Carlo di Napoli, dell’Arena di Verona, del
Teatro dell'Opera di Roma, ecc. Il duo si è
inoltre esibito negli USA con un recital di
trascrizioni wagneriane al Kennedy Center di
Washington, videotrasmesso live via Internet.
Allievo di Donato Renzetti per la Direzione
d'Orchestra e di Gino Marinuzzi jr. per la
Composizione, Bresciani ha collaborato come
direttore con varie orchestre sinfoniche
italiane tra cui l’Orchestra Scarlatti di
Napoli, l'Orchestra Filarmonica di Verona,
l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza,
l’Orchestra Sinfonica di Pescara ecc., in
programmi prevalentemente basati sul repertorio
orchestrale romantico di Liszt, Wagner,
Čajkovskij ecc. Nel settembre 2003 ha diretto la
Faust-Symphonie, Les Préludes e la Totentanz
come pianista-direttore al Teatro Morlacchi per
la «Sagra Musicale Umbra» di Perugia, e con lo
stesso programma è stato alla guida
dell'Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina nella
stagione 2004 della Kiev Philharmonie e al
Festival Cantelli di Novara. Nel dicembre 2005
si è inoltre esibito come pianista-direttore in
tournée italiana con l'Orchestra della
Filarmonica Nazionale Rumena di Timisoara nella
Fantasia Ungherese di Liszt, e nell’aprile 2006
ha diretto la Skopje Philharmonic Orchestra nel
Doppio e nel Triplo Concerto di Mozart e nella
Sinfonia Jupiter. La stagione 2003/2004 ha visto
Bresciani particolarmente impegnato nell'ambito
delle celebrazioni bicentenarie di Hector
Berlioz, con le celebri trascrizioni lisztiane
della Sinfonia Fantastica e dell'Aroldo in
Italia, che ha eseguito per numerose istituzioni
italiane («Roma IUC», «Ancona Amici della
Musica», «Milano Società dei Concerti», ecc.),
in Francia («Festival Liszt en Provence»,
«Festival des Mercantours», ecc.) e alla Liszt
Ferenc Old Academy di Budapest, in
collaborazione con i violisti Enrico Balboni e
la francese Agathe Blondel. Tra i suoi più
recenti progetti, vi è la realizzazione
dell'idea multimediale di Liszt di proiettare
immagini di commento durante l'esecuzione della
Dante-Symphonie, abbinandole alla recitazione di
brani danteschi sulla musica. Tale progetto ha
avuto il suo debutto nella stagione 2002/2003
come coproduzione del «Ravenna Festival»,
l’Arena di Verona e del Teatro dell’Opera di
Roma e nel 2004 è stato replicato in vari
importanti teatri e festival internazionali
(«Settimane Musicali Gustav Mahler» di Dobbiaco,
Teatro Vittorio Emanuele di Messina, «Settembre
Musica 2004» di Torino, «Kunstfest» di Weimar,
Germania, ecc.) in collaborazione con attori
come Gabriele Lavia, Arnoldo Foà, Monica
Guerritore, ecc. Un nuovo allestimento dello
spettacolo con animazioni digitali e, in alcuni
casi, in versione orchestrale, verrà circuitato
nella stagione 2006/2007 nei maggiori enti e
teatri italiani (S. Cecilia di Roma, San Carlo
di Napoli, ecc.). La discografia al suo attivo
comprende la Faust-Symphonie di Liszt nella
versione per due pianoforti per Nuova Era, e per
l’etichetta Dynamic tre monografie lisztiane:
Schubert Song Transcriptions, Mozart and Rossini
Paraphrases, Weimar Works. |