Foto Festival Cusiano

Sopra: la copertina del libretto
della prima edizione della manifestazione
(immagine dell’isola che ancora
caratterizza il libretto odierno)
 


 

19-27 Giugno 2010



LA STORIA DEL FESTIVAL CUSIANO DI MUSICA ANTICA

In Giugno, sul lago d’Orta, otto giorni di magia con il Festival Cusiano di Musica Antica.

Dall’oscurità del lago emerge l’isola inondata di luce. Fiaccole alle porte, valletti di sala in costumi d’epoca, palpitanti candele accolgono il visitatore nella raccolta dimora settecentesca di Casa Tallone sull’isola di San Giulio.

Il Festival Cusiano di Musica Antica ha fin dall’inizio assunto risonanza mondiale per l’alto livello esecutivo e la varietà degli stili offerti all’ascolto.

Il susseguirsi delle serate offre infatti variegati squarci di vita musicale nell’alternanza dei secoli: gioiose sinfonie barocche di mandole; canti sulle follie d’amore; intrade, sonate e ballate da sonar con trombe, pifferi e bombarde; musiche medioevali della tradizione italiana ed europea, affidati ai più diversi strumenti: a corda, a fiato, a percussione, presenti in gran numero e dialoganti fra loro con brio ed estrema piacevolezza d’ascolto.


Il 3 Giugno 1984 ebbe inizio il Festival Cusiano.

Ideatrice, fautrice e promotrice, nonché direttore artistico, è la Prof. Elena Bollatto, che così ricorda l’evento:

“Il Festival Cusiano di Musica Antica è nato da un’idea germinale del Dott. Mauro Bozzola del Comprensorio di Novara – Regione Piemonte.

Con il prezioso appoggio del Presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno del Lago d’Orta, Comm. Romolo Barisonzo e del Sindaco di Orta Geom. Cleto Gallina, l’idea è divenuta realtà: una realtà nutrita del fascino di armonie che dalla lontananza dei secoli ritorneranno a noi nella perlacea atmosfera di questo lago.

Dove la melanconica dolcezza delle acque felicemente si sposa alla lievità degli archi che ingentiliscono le sue case, ai ricami tracciati nello spazio da cancelli e balconi.

Nell’antico silenzio nulla andrà perduto degli arcaici suoni sospesi nel tempo”. (Elena Bollatto)
 

Sede privilegiata del Festival è la Sala “Eleonora Tallone”, all’interno della settecentesca villa Tallone sull’isola di San Giulio.

Clavicembalo - Sala Tallone Isola di S. GiulioLa villa apparteneva ai conti Peroli, i quali, per diversi anni, ospitarono i Tallone nel periodo estivo. Non avendo figli, il palazzo fu poi lasciato in eredità a Vincenzina Tallone.

Costei apparteneva ad una genìa di artisti: il padre Cesare Tallone fu abile pittore, e da tale mestiere traeva il sostentamento per la famiglia; la madre Eleonora Tango amava scrivere poesie; il fratello Cesare Augusto fu accordatore di pianoforti, ricercato da Toscanini, Fisher e Cortot, stimato da Arturo Benedetti-Michelangeli e fu fondatore, a Milano, della celebre fabbrica di pianoforti a coda, unica in Italia.

Fu Cesare Augusto a creare, così come la si può vedere oggi, la sala da musica “Eleonora Tallone” (dedicata alla madre), rifacendo la precedente costruzione, a sua volte riadattamento di parte dell’antico seminario.

La sala è il naturale scrigno per i suoni che promanano da strumenti medievali, rinascimentali e barocchi.
È il luogo ove lo spirito si rinfranca e dove il trascorso naturalmente rivive.


Sollecite damigelle in costume provvedono ad accogliere ed accompagnare il cortese pubblico.
Lo spettatore viene da loro guidato al proprio posto e fornito di libretto con il programma dei vari concerti, nonché di guida all’ascolto, a cura della dott.ssa Elena Ceranini, mediante la quale potrà attingere informazioni storiche sulle musiche ed i compositori di cui udrà.

Suggestivo l’arrivo all’isola: nell’oscurità del lago si riflette la luce di una fiaccola e l’ospite viene guidato alla casa Tallone, lungo la piccola ed unica via, dal chiarore delle fiammelle delle candele. Attraversa quindi l’antico portone dagli stipiti in pietra e viene accolto dalla visione di una terrazza, di sera, rischiarata dal riverbero della luce della luna, che porta alla sala da musica.

Una terrazza che di giorno il sole, riflettendosi sulla superficie delle acque del lago, inonda.
Quanti artisti al loro arrivo pomeridiano per le prove ne sono rimasti incantati


Molti sono i musicisti che hanno contribuito
a dar vita e lustro al Festival Cusiano.

La Reverdie è uno di essi. Le sue componenti sono più volte state ospitate e nel corso di questi anni la loro fama si è diffusa in tutta Europa, sì che ora sono uno dei gruppi riconosciuti quali maggiori esperti di musica medioevale.

In occasione del ventennale del Festival, La Reverdie ha ricevuto un attestato quale gruppo con il maggior numero di partecipazioni.


Modo Antiquo. Anch’esso più volte ospitato, è un gruppo di fama europea, invitato nei luoghi più quotati dediti alla musica antica e votato alla ricerca storica, all’indagine sui manoscritti: da ultima la scoperta della melodia della “Confessio Goliae”, dai Carmina Burana, eseguita, naturalmente, anche nell’ambito del nostro Festival.



Ed ancora, nel corso della sua storia il Festival ha ospitato gruppi esperti di danza antica, quali lo Strumenti Rinascimentali di Venezia, questa volta, per ragioni di spazio, ospitato nella suggestiva cornice di Villa Bossi, sempre ad Orta San Giulio, nel corso della prima edizione nel 1984 e poi ancora nel1985.

Oppure lo Chiarivari Ensemble, gruppo capace di unire strumento, voce e danza e più volte, nel corso degli anni, ospitato.

Vincitore di numerosi premi in vari concorsi internazionali, l’ensemble, per la prima volta su CD, ha presentato il corpus dei balli contenuto in un manoscritto anonimo del XVII secolo, conservato a Bologna presso il Civico Museo Bibliografico Musicale

Altro gruppo consolidato da una lunga carriera, che lo ha visto protagonista nell’ambito della musica medioevale è il Micrologus.

Fondato nel 1984 l’ensemble ha svolto una carriera a livello internazionale, impegnandosi anche nell’attività di ricerca e studio, di insegnamento ed incisione discografica.
Il gruppo è stato più volte presente al festival.

Qui sopra vediamo l’ensemble ritratto nel corso della sua ultima esibizione nella sala “Eleonora Tallone”, nel 2003, con un programma dedicato all’Ars Nova Italiana.

L’esnsemble Cantilena Antiqua, fondato e diretto da Stefano Albarello, svolge un lavoro fondamentale di ricerca nel campo della musica medioevale.
Si è esibito tra gli altri in Belgio, Francia, Spagna, Croazia e Slovenia; loro esecuzioni sono state trasmesse da varie emittenti radiofoniche del mondo; hanno inoltre eseguito concerti per la Radio Nazionale Italiana, Belga, Tedesca, Croata e della Slovenia.

Altro gruppo celeberrimo per la sua ricerca in campo storico è il gruppo Al Qantarah
Ricordiamo ancora la Camerata Bohemica, ospite nel 1992.
L’ensemble Octava Rima, ospite nel 2006.
Il liutista Andrea Damiani con il suo trio.



Nella storia del Festival Cusiano varie formazioni di archi e fiati si sono alternate nell’esecuzione del repertorio settecentesco.
Ricordiamo il violoncellista Antonio Mosca, noto a Torino per aver introdotto il sistema Suzuki.

Qui sotto lo vediamo ritratto in primo piano nel corso della sua esibizione nell’ambito del Festival.


E ancora il Quartetto di Roma vincitore di concorsi, apprezzato a livello internazionale ed ospitato nelle sale più importanti, più volte esibitosi sull’isola.


Il Quartetto d’Archi di Venezia, dalla ricca discografia, cresciuto alla scuola del celebre Quartetto Italiano e del Quartetto Vegh, si è esibito nelle sale e festivals più importanti in Europa e Stati Uniti. Naturalmente è stato più volte invitato a partecipare alla nostra rassegna

Ed infine L’Ensemble Barocco dell’Accademia di Santa Cecilia, qui sopra fotografato al termine della sua esibizione in Sala Tallone nel 2004

 

 

Nel 2008 il festival ha ospitato il duo Michala Petri-Lars Hannibal.
La grande virtuosa danese di flauto diritto, si è esibita in tutto il mondo con artisti del calibro di Claudio Abbado, Christopher Hogwood, Pinchas Zukermann, ed è stata accompagnata da Lars Hannibal, liutista-chitarrista che si è esibito nelle principali sale, quali: Wigmore Hall di Londra, Suntory Hall di Tokyo, Metropitan Museum a New York.

 

 

 

 


In venticinque anni di storia della rassegna quanti artisti hanno contribuito a rendere nuovamente vitale un repertorio musicale così lontano nei secoli. Oltre a coloro già nominati, vogliamo pertanto ricordarne ancora alcuni.


Nel 1985 Temenuschka Vesselinova, clavicembalista diplomata con lode al Conservatorio di Mons (Belgio) e perfezionatasi con Gustav Leonhardt.

Nel 1986 André Bernard, solista di tromba che ha lavorato con le più importanti formazioni orchestrali e i più grandi direttori.

Nel 1987 il Complesso Albalonga, volto alla riscoperta della musica latino-americana, diretto da Annibale Cetrangolo (che ha studiato presso i conservatorii di Buenos Aires e Bruxelles, specializzandosi in musica antica con Wieland Kuijken grazie al una borsa del governo belga).

Nel 1988 l’Ensemble Concerto di Milano, diretto da Roberto Gini e con il soprano Cristina Miatello e poi l’Ensemble di Danze tradizionali del Libano..

Nel 1989 I Cantori Gregoriani del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano diretti da Fulvio Rampi, uno specialista del settore; l’Ensemble Oswald von Wolkenstein, con Andrea Bornstein, sua figura di riferimento.
Nel 1990 il Kay McCarthy Ensemble, la cui animatrice, Kay McCarthy, con passione si è dedicata allo studio della musica del suo paese: L’Irlanda; Nanneke Schaap, violista da gamba che ha inciso per le case discografiche Harmonia Mundi ed Erato.

Nel 1991 l’Ensemble Gentil Lauro, con la voce solista del soprano Roberta Invernizzi; Radmila, vincitrice di numerosi premi in Francia per le sue esecuzioni, laureata alla Sorbona in letteratura e storia della musica; Pietro Borgonovo, oboista, allievo a Freiburg di Heinz Holliger, che ha inciso per Fonit Cetra, Erato, RCA, nonché revisore per casa Ricordi.

Nel 1992 I Suonatori de la Gioiosa Marca, i cui membri si sono formati nelle scuole di Londra, Basilea e Ginevra.

Nel 1993 l’Insieme Vocale e Strumentale L’Homme Armé diretto da Johanna Knauf, autore di prime esecuzioni moderne di autori quali Vincenzo da Rimini e Adriano Banchieri, il complesso Wien Barock, esibitosi in molte sale prestigiose dell’Europa.

Nel 1994 l’ Ensemble Lucidarium , gruppo svizzero i cui artisti hanno studiato alla Schola Cantorum di Basilea

Nel 1995 l’Orchestra da camera Guido Cantelli, diretta da Alberto Veronesi; il clavicembalista Ottavio Dantone.

Nel 1996 il Wiener Glasharmonika Duo, specializzato nel riproporre musiche per armonica a vetro (o glassarmonica), reinvitato al festival in edizioni successive ed oggigiorno impegnato in una carriera internazionale; Ensemble 1492, gruppo formato da artisti con al loro attivo registrazioni per la Rai, la RTSI di Lugano, WDR Köln e concerti in vari paesi d’Europa.

Nel 1997 Insieme Vocale Daltrocanto diretto da Dario Tabbia; l’arpista Patrizia Tassini, specializzatasi in Francia e USA, nonché vincitrice di numerosi concorsi; ancora l’Orchestra Cantelli questa volta con il violinista russo solista Serghei Galaktionov.

Nel 1998 Amelia Cuni, in uno spettacolo di danza e musica di musica dell’India; il Consort Fontegara, gruppo fiorentino, che, tra l’altro, ha inciso per la Tactus sotto la direzione di René Clemencic.

Nel 1999 Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Piero Toso e con il violoncellista solista Enrico Bronzi; il cembalista Ruggero Laganà, insieme all’oboista Borgonovo; l’Ensemble Acantus, che ha registrato anche per la BBC e Rai e che ha collaborato con l’Harvard University center for Italian Renaissance Studies e la “Fondazione Levi” di Venezia.

Nel 2000 Frédérick Haas, cembalista belga, diplomatosi al Reale Conservatorio di Bruxelles e di Amsterdam e laureatosi in musicologia alla Sorbona di Parigi, che ha al suo attivo registrazioni e concerti internazionali e che vanta la cattedra di cembalo al conservatorio di Bruxelles e all’Accademia di Musica Antica di Dresda; il Collegium Pro Musica, fondato e diretto da Stefano Bagliano, i cui membri provengono da esperienze con personaggi del calibro di Bruggen, Savall, Curtis.

Nel 2001 lo Janas Ensemble, diretto da Paola Erdas, che ha collaborato con Jordi Savall e l’Hesperion XX ed inciso per Stradivarius e Opus 111.

Nel 2002 l’Ensemble Terra d’Otranto, specializzato nel recupero delle musiche della propria terra; Andrea Di Renzo, specializzatosi in tecnica delle tastiere antiche con Emilia Fadini e docente alla Civica di Milano.

Nel 2003 il Gomalan Brass Quintet, vincitore del premio “Città di Passau” in Germania, ed i cui membri hanno suonato sotto la bacchetta di Abbado, Muti, Metha, Maazel; il Polimnia Ensemble, ritenuto uno dei più prestigiosi complessi di musica da camera.

Nel 2004 Gabriele Cassone, esperto di trombe antiche, esibitosi sotto la direzione di Sir J.E. Gardiner, T. Koopmann, docente presso la Scuola Civica di Milano, con all’attivo incisioni per la Deutsche Grammphone, Taldec e Dynamic; Ettore Borri al fortepiano, direttore del Conservatorio di Novara, per vent’anni collaboratore di G.Tintori al Museo Teatrale della Scala di Milano.

Nel 2005 l’Ensemble Cantimbanco, con la guida di Matteo Zenatti, gruppo che collabora con l’Accademia Strumentale Italiana di Alberto Rasi.
Nel 2006 il Trio Orl, i cui membri sono affermati musicisti e fanno parte, tra l’altro, dell’Orchestra Regionale di Roma e del Lazio.

Nel 2007 l’Associazione Culturale Medinsud con François Laurent (chitarrista specializzatosi con Alberto Ponce e di quest’ultimo divenuto assistente all’École Normale de Musique di Parigi) e con Fabio Tricomi (che collabora con gruppi quali Al Quantarah, Acantus Ensemble etc).